Il fatto che il 2008 si sia classificato a livello globale all'ottavo posto tra gli anni piu' caldi degli ultimi due secoli è una conferma della necessità di intervenire per contrastare i cambiamenti climatici in atto che altrimenti sono destinati ad influenzare i cicli naturali, la vita delle persone e le attività economiche.
Secondo i dati raccolti dal NOAA'S la tendenza mondiale al surriscaldamento si è consolidata nel 2009 con il mese di gennaio e quello di febbraio che si sono classificati rispettivamente al settimo e al nono posto tra i piu’ caldi dal 1880. La temperatura globale della terra e degli oceani dal 1880 ad oggi è cresciuta in media - riferisce la Coldiretti - ad un tasso di 0,05 gradi centigradi per decennio con una intensificazione negli ultimi trent'anni quando il tasso è stato di 0,16 gradi centigradi per decennio.
Con un quarto della produzione alimentare mondiale che potrebbe andar perso entro il 2050 per l’impatto combinato del cambiamento climatico, il degrado dei suoli, la scarsità di acqua e le specie infestanti, occorre intervenire immediatamente per garantire - sottolinea la Coldiretti - cibo sufficiente alla popolazione mondiale con una domanda che cresce dell’1,5 per cento all’anno. Gli effetti negativi dei cambiamenti climatici rischiano di farsi sentire infatti già nel 2009 con la produzione cerealicola mondiale che sara' inferiore rispetto ai livelli del 2008, secondo una analisi della Coldiretti sui dati dell'ultimo rapporto FAO Crop Prospects and Food Situation (Prospettive dei raccolti e situazione alimentare). Le prime previsioni indicano un raccolto di mais piu' ridotto in Africa australe. Condizioni di siccita' prolungata stanno avendo effetti negativi sulla produzione di grano in Asia, specialmente in Cina per la produzione di grano invernale. Le precipitazioni sono state scarse anche in India. In Sud America, la produzione di grano del 2008 e' stata dimezzata a causa della grave siccita' in Argentina.
Anche in Italia il 2008 - continua la Coldiretti - si è classificato al settimo posto nella classifica degli anni piu' caldi dal 1800 ad oggi con il record degli due secoli che rimane assegnato al 2003, secondo l`istituto di scienze dell`atmosfera e del clima del consiglio nazionale delle ricerche di Bologna (Isac-Cnr).
Tra gli effetti del surriscaldamento del pianeta c'è la sottrazione alla coltivazione dei terreni piu' fertili anche per effetto dei fenomeni di erosione dovuti all’innalzamento dei mari ma anche - precisa la Coldiretti - il cambiamento delle condizioni ambientali tradizionali per la stagionatura dei salumi, per l'affinamento dei formaggi o l'invecchiamento dei vini. Una situazione che di fatto - prosegue la Coldiretti - mette a rischio il patrimonio di prodotti tipici Made in Italy che devono le proprie specifiche caratteristiche “essenzialmente o esclusivamente all'ambiente geografico comprensivo dei fattori umani e proprio alla combinazione di fattori naturali e umani”. Un paniere di prodotti che - conclude la Coldiretti - ha superato i 20 miliardi di euro in valore e che registra primati mondiali nei vini, nei prodotti a denominazione di origine e nelle specialità tradizionali.
In scena alla Fiera di Roma dal 12 al 15 novembre.
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