È ancora crisi nel mercato italiano delle macchine per il movimento terra, che tuttavia registra nel primo trimestre dell’anno un passivo meno pesante rispetto al primo trimestre e al consuntivo 2009. Nella prima frazione del 2010, infatti, le vendite di macchine per i cantieri segnano un calo complessivo del 16,9% rispetto allo stesso periodo 2009 quando il mercato aveva subito un crollo del 47,8%, preludio di una crisi che avrebbe caratterizzato l’intero 2009 portando ad un calo complessivo a fine anno pari al 37%.
L’andamento del mercato delle macchine da cantiere è strettamente connesso con gli investimenti nelle attività edilizie: così come nel 2009 il calo delle costruzioni residenziali e non residenziali (rispettivamente –9,3% e –6,6%) ha inciso pesantemente sugli acquisti di mezzi meccanici, così il lieve miglioramento degli investimenti nel 2010 (previsti cali del 3,4% nelle costruzioni residenziali e del 2,5% in quelle non residenziali compreso il genio civile) spiega il lieve miglioramento delle vendite registrato in questo primo trimestre.
Esaminando le diverse tipologie di macchine, nei tre mesi si evidenzia un calo del 18,3% per i mezzi “tradizionali” (apripista, livellatrici, escavatori e pale), una flessione del 9,9% per le “compatte” (miniescavatori, minipale compatte gommate e cingolate), un netto decremento per le “terne”, che segnano –50,4%. Sensibili cali anche per i dumper (-33,3%) e i telescopici (-41,2%), mentre le macchine specifiche per i lavori stradali (rulli compattatori e vibrofinitrici) chiudono il trimestre con un passivo globale del 17,9%.
“L’analisi congiunturale che abbiamo elaborato per i nostri costruttori – spiega il Presidente di Unacoma Massimo Goldoni – presenta un 2010 ancora critico soprattutto per quanto riguarda la spesa pubblica in infrastrutture, vista la contrazione degli investimenti prevista dalla finanziaria 2010, la lentezza con la quale procede il Piano delle Opere Prioritarie, e i vincoli alla spesa degli enti locali imposti dal patto di stabilità”. “Lo stesso Piano Casa – aggiunge Goldoni – procede a rilento e avrebbe bisogno di essere sostenuto con il varo di misure di semplificazione in materia edilizia”.
In questo contesto, le previsioni dell’Osservatorio realizzato da Prometeia su incarico di Unacoma/Comamoter, indicano che una vera ripresa del settore non potrà avvenire prima del 2011, quando il mercato dell’edilizia si stima possa tornare ad un attivo intorno allo 0,8%, destinato a crescere ulteriormente nell’anno successivo.
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