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09/09/2010

INCIDENTI IN AGRICOLTURA: ALLARME “ROSA”

Il numero delle donne che lavorano nel settore agricolo è in crescita costante, ma la sicurezza sul lavoro e la protezione dalle malattie professionali non progrediscono di pari passo.

Le donne rappresentano ormai - secondo i dati Istat - più del 39% della forza lavoro impiegata nell’agricoltura italiana, e complessivamente il 30% delle aziende agricole è gestito da imprenditrici, con percentuali particolarmente elevate in alcune Regioni come la Valle d’Aosta (44,7%) o la Liguria (42,5%).
Un esercito di lavoratrici efficienti e motivate - secondo quanto emerge dalle indagini dell’Osservatorio sull’imprenditoria femminile in agricoltura dell’Unioncamere - ma esposte più degli uomini ai fattori di rischio. Danni alle braccia e al collo,
causati dai lavori agricoli, si riscontrano nelle donne più frequentemente che negli uomini - secondo quanto contenuto nelle linee guida dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU OSHA) - e a questi si aggiungono i danni all’apparato riproduttivo causati da pesticidi e agenti biologici, e tutti i rischi derivanti dall’uso di mezzi e attrezzi meccanici - dal trattore all’aratro, dalle macchine per la raccolta a un’infinita gamma di attrezzature - spesso pesanti e poco ergonomici per le lavoratrici.
Nel calcolo dei fattori di rischio le caratteristiche fisiche femminili non vengono nemmeno considerate - avverte l’OSHA - come se uomini e donne avessero una struttura fisica identica e la stessa fisiologia.

Di questi temi si parlerà a Roma il 24 settembre nell’ambito del GASForum 2010, il Forum Mondiale per la Sicurezza in Agricoltura promosso dall’Ente nazionale meccanizzazione agricola ENAMA che, grazie anche alla presenza della presidente dell’Osservatorio Nazionale per l'Imprenditoria e il Lavoro Femminile in Agricoltura (Onlilfa) Veronica Navarra, dedica una sessione proprio alla definizione di criteri e strategie per tutelare la componente femminile operante in agricoltura.

Tra i fenomeni da valutare con particolare attenzione quello degli incidenti che coinvolgono lavoratrici stagionali, spesso senza contratto, oppure donne che eseguono lavori agricoli in quanto mogli del titolare e quindi senza la necessaria copertura assicurativa.
Nel Regno Unito il problema è stato affrontato con decisione: il Governo ha stabilito di trattare tutte le donne che a vario titolo operano in azienda come lavoratrici dipendenti, imponendo, anche in presenza di un rapporto di parentela, tutti gli obblighi e le tutele di legge.



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