Con Luigi Serafini Ospite d'Onore e il nuovo premio "La Grande Brera" assegnato dalla Pinacoteca di Brera, Orticolario 2026 trova nell'arte una delle sue maggiori espressioni.
Orticolario è da sempre un luogo di contaminazione tra discipline, dove il giardino diventa punto di partenza per un racconto che abbraccia botanica, paesaggio, artigianato, arte, design, ricerca e sperimentazione. Un evento dalla vocazione trasversale, capace di parlare a pubblici
diversi attraverso linguaggi molteplici, accomunati dalla volontà di generare emozione, cultura e meraviglia.
Per l'edizione 2026, intitolata en rêverie, l'espressione artistica diventa uno dei fili conduttori che attraversano l'intera manifestazione, offrendo nuove chiavi di lettura del rapporto tra uomo e natura.
A incarnare questa visione è la presenza di Luigi Serafini, Ospite d'Onore di Orticolario 2026.
Artista, architetto, designer e autore tra i più originali e visionari del panorama internazionale, Serafini è celebre soprattutto per il Codex Seraphinianus, opera enciclopedica immaginifica divenuta un riferimento assoluto dell'arte contemporanea. Il suo universo creativo, sospeso tra
realtà e immaginazione, linguaggio e mistero, dialoga in modo naturale con lo spirito di Orticolario, che da sempre invita a guardare la natura con occhi nuovi, lasciando spazio allo stupore e alla libertà interpretativa. A Orticolario 2026, l'arte di Luigi Serafini popola la geografia del luogo,
creando uno scenografico cammino nell'immaginario dell'artista.
L'attenzione riservata all'arte trova espressione anche nei luoghi iconici della manifestazione, che per la sedicesima edizione ospitano due importanti interventi artistici.
Tra questi, Les Imaginaires, progetto che trasforma l’atrio di Villa Erba, uno degli spazi più esclusivi di Orticolario, in un paesaggio immersivo dove arte, natura e immaginazione si intrecciano. Non si tratta di un’esposizione sulla natura, ma di una sua trasfigurazione poetica, affidata allo sguardo visionario dell’artista Lau Cabantous e alla profondità scientifico-culturale dell’etnobotanica Lucia Papponi. Un corpus di immagini eco-surrealiste guida il visitatore in una dimensione in cui la natura viene ibridata e reinventata. Le stampe non documentano il reale, ma
lo ricompongono: corpi vegetali, forme organiche, dettagli naturali, cristalli e pietre diventano simboli ambigui, visioni sospese, presenze enigmatiche. Un intervento reso possibile anche grazie al prezioso sostegno di Taroni, la cui sensibilità verso la cultura e la ricerca creativa contribuisce a dare forma a un'esperienza di grande valore artistico.
Accanto a questo, Cullami nella stanza del sogno propone un'esperienza in cui l'intervento artistico di Alessandra Lanza e la dimensione sensoriale di Margherita Sartori si fondono in modo inscindibile. Non è soltanto un'opera da osservare, ma uno spazio da vivere, attraversare e
abitare: un ambiente immersivo in cui immagini, suoni e suggestioni accompagnano il visitatore in uno stato di ascolto profondo e contemplazione, trasformando il sogno in un linguaggio condiviso e facendo dell'arte un'esperienza percettiva totale.
L'arte dialoga naturalmente con un'altra delle anime fondanti di Orticolario: il design.
Da sempre sostenitore di Orticolario, Ethimo presenta nel 2026, dopo l'ultima edizione del Salone del Mobile di Milano e per la prima volta sul Lago di Como, il divano Loop.
Un nuovo concetto di seduta che fonde l’esperienza dell'azienda, specializzata nel design outdoor, con la creatività visionaria di Elena Salmistraro. Loop disegna le forme di una ‘scultura’ fluida, organica, dinamica e aperta a molteplici interpretazioni.
A testimoniare il crescente riconoscimento del valore artistico della manifestazione, l'edizione 2026 introduce una significativa novità: "La Grande Brera", un nuovo premio assegnato dalla Pinacoteca di Brera alle installazioni d'arte e design presenti a Orticolario. Ispirato al rapporto tra
Arte e Natura, principio fondativo della Pinacoteca e, prima ancora, dell'Accademia, il riconoscimento sarà attribuito all'opera che meglio saprà interpretare questa relazione sul piano estetico ed etico, coniugando il rispetto della tradizione artistica con la capacità di evocare quel
senso di meraviglia che solo la natura sa generare e che, nell'edizione 2026 dedicata alla fantasia onirica, trova una particolare espressione.
Il premio, assegnato su indicazione di un esperto designato dalla Direzione della Pinacoteca, assume nell'edizione 2026 un valore ancora più simbolico, inserendosi nelle celebrazioni per il 250° anniversario della fondazione dell'Accademia di Brera. Un'iniziativa che rafforza il dialogo tra
Orticolario e una delle più autorevoli istituzioni artistiche italiane, sottolineando il ruolo della manifestazione come luogo d'incontro tra cultura, creatività e ricerca contemporanea.