Orticolario, in programma da giovedì 1 a domenica 4 ottobre prossimi a Villa Erba a Cernobbio, sul lago di Como, invita a immaginare nuovi mondi, oltre la soglia del reale. L’evento internazionale che celebra la natura in tutte le sue forme entra in una dimensione nuova, quella del
sogno, dell’illusione e della fantasia. Uno stato contemplativo che in francese si riassume in en rêverie, il tema di questa sedicesima edizione.
Al centro: le piante fantastiche, quelle specie vegetali che, per forma, colori o caratteristiche peculiari, sembrano provenire da un altro mondo e che invece si possono conoscere e ammirare nei luoghi iconici che quest’anno trasformano la splendida dimora ottocentesca e il suo parco, in una geografia dell’onirico, in cui botanica, arte, paesaggio e immaginazione dialogano in un racconto corale.
Nel Padiglione Centrale prende forma Hypnos, progetto firmato da Mario Mariani / Central Park e Matteo Boccardo, realizzato con il sostegno di Fondazione Banca Popolare di Milano. Fulcro culturale e simbolico della manifestazione, Hypnos è la soglia attraverso cui il visitatore accede alla dimensione onirica di Orticolario. Nella mitologia greca, Hypnos è il dio del sonno, colui che addormenta il mondo e apre le porte
all'universo dei sogni. Allo stesso modo, l'installazione invita ad abbandonare il consueto per entrare in una dimensione sospesa, dove realtà e immaginazione si intrecciano. Il percorso attraversa paesaggi che evocano aurore boreali, nebulose e galassie lontane, accompagnando il visitatore in un viaggio tra mondi possibili e visioni interiori. Al centro di questo scenario si colloca l'agorà culturale racchiusa in una
scenografica struttura organica site-specific realizzata da CanyaLab. Attorno ad essa, una doppia spirale composta da sedici paesaggi botanici che si susseguono come frammenti di un unico sogno. Le piante dialogano con sabbie, terre, radici, legni e forme naturali che evocano habitat remoti e geografie immaginarie. Le specie vegetali appaiono e si trasformano sotto l'effetto della luce: coralli sommersi, presenze aliene, apparizioni vegetali che sfidano la percezione e suggeriscono nuove possibilità di osservazione del mondo naturale.
Dal sonno generato da Hypnos si accede al territorio degli Oneiroi, gli spiriti del sogno. È qui che si apre Il mondo di Phantasos, una delle principali novità dell'edizione 2026. Un'intera area del parco accoglie una selezione di vivaisti specializzati in rarità botaniche — da Mondocactus a Palme & Piante Tropicali, da Celandroni Orchidee a Hoyamia, da Rifnik Garden&plants a Central Park di Mario Mariani — chiamati a raccontare una natura che sembra provenire da un altrove ancora inesplorato. Phantasos, nella mitologia greca, è il più enigmatico tra gli Oneiroi, le divinità dei sogni. Non assume forme umane o animali, ma si manifesta nelle sembianze della natura stessa: alberi, rocce, montagne, nuvole, acque e paesaggi. È il soffio invisibile che anima la materia e genera scenari fantastici. Nel suo mondo le forme si alterano, le proporzioni si confondono, la natura supera i limiti del reale per rivelare il proprio carattere più visionario. Al centro di questo percorso trova spazio l'installazione botanica Phantasos, firmata anch'essa da Mario Mariani / Central Park e Matteo Boccardo. Un progetto che celebra le piante rare e straordinarie,
protagoniste di un racconto in cui la biodiversità si manifesta attraverso forme inattese, adattamenti sorprendenti e strategie evolutive capaci di suscitare meraviglia. Qui la botanica diventa esperienza immaginifica e il visitatore è invitato a lasciarsi guidare dalla natura verso territori nuovi.
La riflessione sul rapporto tra natura e immaginazione prosegue nell'atrio di Villa Erba con Les Imaginaires, progetto a cura di Orticolario realizzato con il sostegno di Taroni. L'artista francese Lau Cabantous costruisce un universo eco-surrealista in cui il mondo vegetale viene smontato e ricomposto. Le sue opere non documentano la natura: la reinventano. Fiori impossibili, forme ibride, botaniche sconosciute e colori
irreali generano uno spazio che si ispira ai cabinet de curiosités, antichi luoghi tra collezione e meraviglia. Le installazioni fotografiche dialogano con sculture organiche e con i testi dell'etnobotanica Lucia Papponi, in un intreccio di arte, scienza e narrazione che dissolve il confine tra osservazione e sogno. Durante la manifestazione il progetto si arricchisce inoltre delle live performance dell'artista, interventi effimeri e rituali
che rendono visibile il processo creativo e trasformano l'esperienza espositiva in un organismo vivo e mutevole.
Il percorso si conclude in una dimensione più intima e introspettiva con Cullami nella stanza del sogno, esperienza immersiva che unisce l'ipnosi dolce di Margherita Sartori all'universo artistico di Alessandra Lanza. Uno spazio raccolto e silenzioso in cui il visitatore è invitato a rallentare,
ascoltare e lasciarsi attraversare dalle immagini interiori. Le opere materiche di Alessandra Lanza, realizzate con terra cruda, pigmenti ed elementi vegetali, avvolgono lo spazio come presenze silenziose. La voce di Margherita Sartori accompagna invece un percorso di ascolto profondo, una pratica di attenzione che conduce verso uno stato di rilassamento. Accanto all'esperienza contemplativa, il pubblico può partecipare a un workshop creativo in cui pigmenti naturali, terre e fibre vegetali diventano strumenti per lasciare una traccia personale, istintiva e irripetibile. Dal sonno alla visione, dalla botanica all'immaginazione, dall'arte all'introspezione, i luoghi iconici di Orticolario 2026 costruiscono così una grande mappa del possibile. Un invito a smarrire per un momento i confini del reale e a lasciarsi guidare, come in un sogno a occhi aperti, verso nuove forme di meraviglia.