L’economia agricola indiana sta vivendo un periodo di grande crescita, resa possibile dalla meccanizzazione di molte lavorazioni agricole, ma è condizionata dal divario esistente tra le diverse regioni del Paese e le differenti tipologie di colture. L’innovazione è un acceleratore di crescita fondamentale per garantire la resilienza e la produttività del comparto, ma anche il suo sviluppo sostenibile. Il tema al centro del convegno inaugurale di Nuova Delhi.
Il settore agricolo è uno dei cardini su cui poggia il sistema produttivo indiano. L’agricoltura infatti partecipa alla formazione del PIL con una quota del 18% e impiega circa la metà della forza-lavoro complessiva. Il Subcontinente figura inoltre tra i principali produttori globali di derrate alimentari. L’imponente sviluppo dell’economia agricola visto in questi anni è stato favorito anche dalle politiche del governo federale che hanno incentivato gli acquisti di macchinari agricoli. Nel periodo compreso tra il 1975 e il 2017 l’intensità di meccanizzazione è cresciuta del 600%, passando da una media di 0,36 kW/ha ad una di 2,48 kW/ha. Oggi l’India è il primo mercato mondiale per numero di trattrici (più di 900 mila unità l’anno nel periodo compreso tra il 2021 e il 2024) ma, nonostante gli ingenti investimenti in mezzi meccanici, la modernizzazione dell’agricoltura indiana è un processo ancora in corso. Il subcontinente si trova infatti a dover colmare un divario significativo tra le diverse regioni del Paese e le differenti tipologie di colture, alcune delle quali presentano livelli tecnologici inadeguati rispetto ai fabbisogni effettivi. Il tema è stato al centro del convegno intitolato “Innovating with impact: farm mechanisation technology addressing farmer challenges” che si è tenuto nella giornata inaugurale di EIMA Agrimach, la rassegna internazionale delle macchine e delle tecnologie per il settore primario dell’India e del sud-est asiatico. L’evento ha visto la partecipazione di Pramod Mehrada, Segretario aggiunto del Ministero indiano per l’agricoltura e il benessere degli agricoltori; S.N. Jha, vicedirettore generale del Consiglio Indiano per la Ricerca Agricola (ICAR); T.R. Kesavan, direttore e Group President della TAFE (Tractors and Farm Equipment Limited); Rajeev Wahi, CEO, responsabile business internazionale della Captain Tractors; Raman Mittal, direttore generale aggiunto della International Tractors Limited (Sonalika & Solis); Ankit Chitalia, amministratore delegato della KisanKraft; Arvind Kumar, direttore della Jadhaolayland; Pankaj Singh, responsabile vendite istituzionali della CnH; Nitish Arora, direttore del dipartimento Trasporti Sostenibili ed Energia presso la National Research Development Corporation; ed è stato moderato da Guna Nand Shukla, Direttore della società di consulenza Pwc. Nel corso dell’incontro, i relatori si sono soffermati in special modo sulla tematica dell’innovazione nel comparto agromeccanico. Attraverso l’impiego di mezzi meccanici e sistemi di nuova generazione – è stato spiegato nel corso dei lavori – l‘economia agricola del Subcontinente può non solo incrementare produttività e resilienza, ma può anche garantire la sostenibilità delle produzioni. La tecnologia costituisce dunque un formidabile acceleratore di crescita tanto più importante a fronte delle grandi sfide che il mondo agricolo è chiamato ad affrontare in questi anni, dall’incremento della popolazione globale al contrasto degli effetti del cambiamento climatico.
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